L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni che colpisce tra il 30% e il 40% delle persone affette da psoriasi. Non è semplicemente una forma di artrite con placche cutanee: è una patologia autoimmune autonoma, in cui il sistema immunitario attacca sia la pelle sia le strutture articolari — tendini, legamenti, membrane sinoviali — producendo un dolore cronico che nei casi severi compromette gravemente la qualità di vita.
La gestione dell’artrite psoriasica richiede un approccio multimodale. I farmaci convenzionali e biologici rimangono il riferimento terapeutico principale per le forme moderate-severe, ma molti pazienti trovano benefici con trattamenti complementari che riducano l’infiammazione, controllino il dolore e limitino i picchi di riacutizzazione. L’ozonoterapia risponde a questa esigenza con un razionale biologico specifico, agendo su meccanismi molecolari direttamente coinvolti nella patogenesi della malattia.
Perché l’ozonoterapia nell’artrite psoriasica
L’artrite psoriasica è guidata da un asse infiammatorio ben definito: le citochine pro-infiammatorie TNF-α, IL-17 e IL-6 sono le principali responsabili del danno articolare e cutaneo. Non a caso, i farmaci biologici più efficaci per questa patologia — come gli inibitori del TNF e gli anti-IL-17 — agiscono bloccando selettivamente questi mediatori. L’ozonoterapia opera su questo stesso terreno, ma con un meccanismo diverso e non farmacologico.
L’ozono, somministrato per via sistemica, induce una risposta adattiva allo stress ossidativo che porta alla produzione di antiossidanti endogeni — glutatione perossidasi, superossido dismutasi, catalasi — e alla modulazione del profilo citochinico. Il risultato è una riduzione della produzione di TNF-α e IL-6, due dei principali driver dell’infiammazione nell’artrite psoriasica. Il motivo è che l’ozono non sopprime il sistema immunitario in modo aspecifico, ma ne rimodula l’attivazione riducendo la componente pro-infiammatoria in eccesso.
A livello articolare, l’ozono riduce la concentrazione di radicali liberi nel liquido sinoviale, che nella membrana infiammata di un’articolazione psoriasica sono prodotti in quantità abnormi dai sinoviociti e dai macrofagi, i quali, attraverso l’inflammasoma, producono interleuchina 1 come segnale di allarme precoce dell’infiammazione articolare. Di conseguenza, si riduce la degradazione della cartilagine, si attenua l’edema periarticolare e migliora la mobilità articolare. L’effetto analgesico è diretto: l’ozono inibisce la trasmissione nocicettiva a livello periferico, agendo sui recettori del dolore nelle strutture periarticolari.
Il terzo meccanismo rilevante è quello immunomodulante sistemico. Nell’artrite psoriasica, l’equilibrio tra linfociti Th17 — i principali produttori di IL-17 — e linfociti T regolatori è alterato a favore della risposta pro-infiammatoria. L’ozonoterapia sistemica, secondo i dati disponibili, contribuisce a riequilibrare questo rapporto, riducendo la polarizzazione verso il fenotipo Th17 e favorendo una risposta immunitaria meno aggressiva verso i tessuti propri.
Come si svolge il trattamento
Il trattamento dell’artrite psoriasica con ozonoterapia utilizza principalmente due modalità sistemiche, scelte in base al profilo del paziente e alla gravità del quadro clinico.
La Grande Autoemoinfusione con ozono (GAE) è la modalità di elezione per l’azione sistemica sull’infiammazione e sul sistema immunitario. Prevede il prelievo di sangue del paziente, la miscelazione con ozono medicale e la reinfusione endovenosa. È la tecnica che consente la maggiore distribuzione sistemica dell’effetto biologico dell’ozono ed è quella con la base di evidenza più solida nelle patologie autoimmuni.
Le insufflazioni rettali di ozono rappresentano un’alternativa meno invasiva, adatta a pazienti che non tollerano l’accesso venoso o come integrazione alla GAE. L’assorbimento sistemico dell’ozono attraverso la mucosa rettale è ben documentato e produce effetti antinfiammatori e immunomodulanti comparabili, seppur con una minore concentrazione sistemica.
Le due modalità possono essere associate in un protocollo integrato, calibrato sulla risposta individuale del paziente nelle prime settimane di trattamento.
Cosa aspettarsi dal percorso terapeutico
Un ciclo iniziale standard per l’artrite psoriasica prevede in genere 6-8 sedute, con frequenza bisettimanale nelle prime settimane e successiva riduzione a una seduta settimanale nella fase di mantenimento. I tempi di risposta variano: alcuni pazienti riferiscono una riduzione del dolore articolare già dopo le prime 2-3 sedute, mentre il miglioramento dell’infiammazione sistemica e delle manifestazioni cutanee richiede tipicamente 6-8 settimane.
Nella mia esperienza con pazienti affetti da artrite psoriasica, osservo tipicamente un miglioramento della rigidità mattiniera e della mobilità articolare nelle prime settimane, seguito da una riduzione progressiva della frequenza e dell’intensità delle riacutizzazioni nei pazienti che completano il ciclo completo e proseguono con sedute di mantenimento mensili.
Per informazioni sui tempi di risposta dell’ozonoterapia nelle diverse patologie e sulle aspettative realistiche del trattamento, rimando all’articolo dedicato. Per eventuali effetti collaterali dell’ozonoterapia, che sono rari e generalmente lievi, la pagina dedicata fornisce un quadro completo.
Evidenze scientifiche
La letteratura sull’ozonoterapia nelle malattie reumatologiche autoimmuni è in crescita, con risultati promettenti ma ancora basati su studi di dimensioni limitate. È corretto presentarla come terapia complementare supportata da evidenze emergenti, non come alternativa ai farmaci di provata efficacia.
Uno studio pubblicato su Inflammation (Fernández-Cuadros et al., 2019) ha valutato l’effetto dell’ozonoterapia sistemica su marcatori infiammatori — PCR, VES, TNF-α — in pazienti con patologie reumatologiche croniche, documentando riduzioni statisticamente significative dopo un ciclo di 10 sedute (PubMed).
Una revisione sistematica del 2020 pubblicata su Frontiers in Physiology ha analizzato i meccanismi di azione dell’ozono nelle patologie infiammatorie articolari, confermando l’effetto sulla modulazione citochinica e la riduzione dello stress ossidativo sinoviale (PubMed).
In campo reumatologico, uno studio italiano su pazienti con artrite reumatoide trattati con GAE ha documentato una riduzione del DAS28 (indice di attività della malattia) e una diminuzione della PCR dopo 12 settimane di trattamento, con buon profilo di tollerabilità (Bellomo et al., Eur Rev Med Pharmacol Sci, 2014).
Questi dati riguardano principalmente l’artrite reumatoide e le patologie reumatologiche in senso lato. Studi specifici sull’artrite psoriasica sono ancora limitati, ma il razionale biologico — con la sovrapposizione dei meccanismi infiammatori tra le due patologie — rende plausibile l’estensione dei benefici osservati.
Domande frequenti
L’ozonoterapia può sostituire i farmaci biologici per l’artrite psoriasica?
No. I farmaci biologici — inibitori del TNF, anti-IL-17, anti-IL-23 — rimangono il trattamento di riferimento per le forme moderate-severe di artrite psoriasica con danno articolare progressivo. L’ozonoterapia si inserisce come terapia complementare: può ridurre l’infiammazione di fondo, migliorare il controllo del dolore e contribuire a ridurre la frequenza delle riacutizzazioni, ma non sostituisce la terapia di malattia nelle forme che la richiedono.
Quante sedute servono per l’artrite psoriasica?
Un ciclo iniziale standard prevede 6-8 sedute con frequenza bisettimanale. La risposta è individuale: alcuni pazienti rispondono già dopo 2-3 sedute, altri richiedono un ciclo completo per apprezzare il beneficio. Dopo il ciclo iniziale, sedute di mantenimento mensili aiutano a consolidare i risultati nel tempo.
L’ozonoterapia aiuta anche la psoriasi cutanea?
Sì, attraverso il meccanismo immunomodulante sistemico. Diversi pazienti riportano un miglioramento delle placche cutanee nel corso del trattamento per l’artrite, anche se l’obiettivo primario in questo contesto è l’infiammazione articolare. Il miglioramento cutaneo è un beneficio aggiuntivo atteso, non garantito in ugual misura per tutti i pazienti.
Ci sono controindicazioni?
L’ozonoterapia è controindicata in caso di favismo (deficit di G6PD), ipertiroidismo non controllato, gravidanza e in alcune coagulopatie. Per un quadro completo delle controindicazioni e degli effetti collaterali dell’ozonoterapia, rimando alla pagina dedicata. La valutazione preliminare con il medico serve proprio a verificare l’idoneità al trattamento nel singolo caso.
Vieni a trovarci
Per una valutazione preliminare e per sapere se l’ozonoterapia è indicata nel tuo caso, puoi prenotare una visita presso i nostri ambulatori di Milano o Mestre, in cui potrai parlare con il nostro esperto e trovare il percorso di guarigione più adatto alle tue esigenze!
Per informazioni sui costi dell’ozonoterapia consulta la pagina dedicata.
Chi è il Dott. De Nardin?
Il Dott. Marco De Nardin è un Medico Chirurgo specializzato in Anestesia e Rianimazione e Terapia del dolore.
E’ direttore del portale sanitario www.med4.care
Ha svolto attività di anestesista presso diversi ospedali pubblici e privati.
Durante la pandemia di Covid-19, ha prestato il suo impegno a Milano, nei reparti di Terapia Intensiva.
Recentemente, ha approfondito la sindrome Long-Covid e acquisito competenze specifiche nell’ambito dell’ozonoterapia.
Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Miglior anestesista dell’anno” da parte di MioDottore.








