Il microbiota vaginale è uno degli ecosistemi batterici più studiati del corpo umano, e anche uno dei più fragili. A differenza del microbiota intestinale — caratterizzato da un’enorme diversità di specie — quello vaginale sano è dominato da poche specie di lattobacilli, in particolare Lactobacillus crispatus e Lactobacillus iners, che mantengono il pH vaginale basso (tra 3,8 e 4,5) e costituiscono la principale barriera contro le infezioni. Quando questa dominanza viene meno, il pH sale, la protezione si riduce e il terreno diventa favorevole alla proliferazione di patogeni opportunisti.
La disbiosi vaginale — cioè l’alterazione di questo equilibrio — non è sempre sintomatica. In molti casi è silente, eppure associata a un rischio significativamente aumentato di infezioni ricorrenti, vaginosi batterica, infezioni da HPV, e complicanze in gravidanza come il parto pretermine. Trattarla significa agire su un fattore di rischio trasversale, non su un singolo sintomo.
L’ozonoterapia può essere utile per ripristinare l’equilibrio del microbiota attraverso le insufflazioni vaginali. Vediamo come.
Cause della disbiosi vaginale
Le cause che alterano il microbiota vaginale sono molteplici e spesso sovrapposte.
Antibiotici. È il fattore più comune. Gli antibiotici sistemici — prescritti per qualsiasi indicazione, non solo ginecologica — eliminano i lattobacilli insieme ai patogeni, lasciando un vuoto che viene spesso occupato da batteri e funghi opportunisti. Il microbiota si riprende spontaneamente in settimane o mesi, ma in alcune donne il ripristino è incompleto.
Variazioni ormonali. Gli estrogeni favoriscono la dominanza lattobacillare fornendo glicogeno alle cellule della mucosa vaginale, che i lattobacilli utilizzano come substrato. Il calo estrogenico in menopausa, durante l’allattamento o in alcune fasi del ciclo mestruale riduce questo substrato e indebolisce la flora protettiva.
Infezioni ricorrenti. Ogni episodio infettivo — candida, vaginosi batterica, trichomonas — altera l’ecosistema e rende più probabile la recidiva successiva, creando un circolo vizioso.
Lavaggi interni e prodotti irritanti. Le irrigazioni vaginali, i saponi profumati e i prodotti intimi aggressivi alterano il pH e distruggono la flora protettiva.
Stress cronico. Il sistema immunitario mucosale è sensibile allo stress prolungato, che può ridurre le difese locali e favorire la disbiosi.
Come agisce l’ozono sul microbiota vaginale
L’azione dell’ozono sul microbiota vaginale non è semplicemente antibatterica — sarebbe controproducente se eliminasse indiscriminatamente tutti i batteri. Il meccanismo è più selettivo di quanto sembri.
Riduzione selettiva dei patogeni. I batteri patogeni e i funghi — con membrane cellulari più vulnerabili all’ossidazione rispetto ai lattobacilli — sono più sensibili all’azione dell’ozono. A concentrazioni terapeutiche controllate, l’ozono riduce la carica dei patogeni opportunisti creando spazio per il ripristino della flora protettiva.
Ripristino del pH acido. Eliminando i batteri anaerobi che producono amine e alzano il pH, l’ozono contribuisce a riportare l’ambiente vaginale verso le condizioni acide che favoriscono la dominanza lattobacillare.
Stimolazione della mucosa. Attraverso la sintesi di collagene e il miglioramento della vascolarizzazione locale, l’ozono migliora il trofismo della mucosa vaginale, aumentando la disponibilità di glicogeno — il substrato di cui i lattobacilli hanno bisogno per proliferare.
Sinergia con i probiotici. L’ozonoterapia e i probiotici vaginali specifici agiscono in sequenza: l’ozono riduce la carica patogena e prepara il terreno, i probiotici reinseminano la flora lattobacillare protettiva. L’associazione è più efficace dei due trattamenti separati.
Come si svolge il trattamento di ozonoterapia per riequilibrare la flora vaginale
Il trattamento per il riequilibrio del microbiota vaginale prevede tipicamente una combinazione di insufflazione vaginale in ambulatorio e uso domiciliare di olio ozonizzato o probiotici vaginali.
In ambulatorio: l’insufflazione vaginale con miscela ozono-ossigeno viene eseguita a concentrazioni moderate, calibrate per ridurre la carica patogena senza aggredire eccessivamente la mucosa. La seduta dura tra i cinque e i dieci minuti e non è dolorosa.

Nell’immagine vediamo l’attrezzatura utilizzata per l’insufflazione vaginale per la modifica e il ripristino del microbiota vaginale: lo strumento blu, soffice, viene inserito nella vagina e collegato all’apparecchiatura che eroga l’ozono in continuo, a circuito chiuso, per tutto il tempo della seduta.
A domicilio: tra le sedute ambulatoriali il medico può prescrivere l’applicazione di olio ozonizzato locale e ovuli probiotici vaginali a base di lattobacilli specifici (L. crispatus, L. rhamnosus o formulazioni combinate), da assumere in sequenza rispetto alle sedute di ozonoterapia.
Il ciclo tipico prevede 6-8 sedute, con cadenza bisettimanale. In alcuni casi — come dopo un ciclo antibiotico prolungato o in presenza di disbiosi persistente — il medico può strutturare un percorso più lungo con fase di mantenimento.
Microbiota vaginale e ozonoterapia prima della gravidanza
La salute del microbiota vaginale ha un impatto diretto sulla gravidanza che va oltre la prevenzione delle infezioni locali. Una flora vaginale dominata dai lattobacilli riduce il rischio di vaginosi batterica in gravidanza, condizione associata a parto pretermine, rottura prematura delle membrane e infezioni neonatali. La valutazione e l’eventuale trattamento della disbiosi vaginale nel periodo preconcezionale è un investimento sulla salute della gravidanza — un ambito in cui l’ozonoterapia può essere considerata, con le opportune precauzioni e fuori dalla gravidanza stessa.
Sicurezza e controindicazioni
Il trattamento per il riequilibrio del microbiota è tra le indicazioni meglio tollerate dell’ozonoterapia vaginale. Le concentrazioni utilizzate sono moderate e l’obiettivo è riequilibrare, non sterilizzare. Gli effetti indesiderati sono rari.
Le controindicazioni generali si applicano anche in questo caso: gravidanza — il trattamento va eseguito nel periodo preconcezionale, non durante la gravidanza — favismo e lesioni vaginali attive sanguinanti.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se ho una disbiosi vaginale che può giovarsi dell’ozonoterapia?
La disbiosi non è sempre sintomatica. I segnali più comuni sono perdite con odore anomalo, bruciore o prurito ricorrente, infezioni frequenti. Una valutazione ginecologica con tampone vaginale e analisi del microbiota — oggi disponibile anche con test specifici di next-generation sequencing — permette di fotografare lo stato della flora in modo preciso.
L’ozonoterapia elimina anche i lattobacilli vaginali buoni?
A concentrazioni terapeutiche controllate, i patogeni sono più vulnerabili all’azione ossidante dell’ozono rispetto ai lattobacilli. L’obiettivo del protocollo è ridurre i patogeni senza distruggere la flora protettiva residua, preparando il terreno per il ripristino con i probiotici.
I probiotici vaginali bastano da soli?
I probiotici reinseminano la flora, ma se la carica patogena è alta o il biofilm è consolidato, fanno fatica a attecchire. L’ozonoterapia riduce prima il terreno ostile, rendendo i probiotici più efficaci. L’associazione è più razionale dei due approcci separati.
L’ozonoterapia vaginale si può fare in gravidanza?
No. Il trattamento va eseguito prima della gravidanza o dopo il parto. Durante la gravidanza non è indicato.
Quante volte all’anno va ripetuta l’ozonoterapia per la disbiosi vaginale?
Dipende dalla causa della disbiosi. Se il fattore scatenante è episodico — un ciclo antibiotico — un singolo ciclo può essere sufficiente. Nelle donne con tendenza alla disbiosi ricorrente, cicli periodici di mantenimento sono raccomandati.
La visita preliminare
Il punto di partenza è una visita medica con eventuale tampone vaginale che valuti la composizione della flora e identifichi i patogeni presenti. Su questa base il medico definisce la concentrazione di ozono, il numero di sedute e l’eventuale schema di integrazione con probiotici specifici.
I centri di Milano e Mestre offrono consulenze dedicate alla terapia della disbiosi vaginale.
→ Torna alla guida completa: Ozonoterapia vaginale — tutte le indicazioni
Chi è il Dott. De Nardin?
Il Dott. Marco De Nardin è un Medico Chirurgo specializzato in Anestesia e Rianimazione e Terapia del dolore.
E’ direttore del portale sanitario www.med4.care
Ha svolto attività di anestesista presso diversi ospedali pubblici e privati.
Durante la pandemia di Covid-19, ha prestato il suo impegno a Milano, nei reparti di Terapia Intensiva.
Recentemente, ha approfondito la sindrome Long-Covid e acquisito competenze specifiche nell’ambito dell’ozonoterapia.
Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Miglior anestesista dell’anno” da parte di MioDottore.








