La secchezza vaginale è uno dei disturbi più comuni e più sottovalutati della menopausa. La riduzione degli estrogeni che accompagna la transizione menopausale porta a un progressivo assottigliamento della mucosa vaginale, una diminuzione della lubrificazione naturale e una riduzione dell’elasticità tissutale. Il risultato è un insieme di sintomi che le linee guida internazionali raccolgono sotto il termine di sindrome genito-urinaria della menopausa: secchezza, bruciore, prurito, dolore durante i rapporti sessuali, e in molti casi una maggiore suscettibilità alle infezioni vaginali ricorrenti.
Si stima che tra il 40 e il 60% delle donne in post-menopausa soffra di questi disturbi in misura significativa, ma solo una minoranza ne parla spontaneamente con il medico. A differenza delle vampate di calore, che tendono ad attenuarsi nel tempo, la secchezza vaginale peggiora progressivamente se non trattata.
Il limite della terapia ormonale sostitutiva
La terapia ormonale sostitutiva (TOS) è il trattamento più efficace per i sintomi menopausali sistemici, e gli estrogeni locali in crema o ovuli vaginali sono molto efficaci anche sulla mucosa vaginale. Tuttavia non tutte le donne possono o vogliono ricorrere agli ormoni: ci sono controindicazioni assolute — storia di carcinoma mammario ormono-dipendente, tromboembolie, alcune patologie epatiche — e controindicazioni relative che richiedono una valutazione attenta. Altre donne semplicemente preferiscono un approccio non ormonale.
È in questo spazio che l’ozonoterapia trova una delle sue indicazioni più solide: un trattamento rigenerativo locale, senza ormoni, senza interazioni sistemiche, con un meccanismo d’azione diretto sulla mucosa.
Come agisce l’ozono sull’atrofia vaginale
Stimolazione della sintesi di collagene. L’ozono attiva i fibroblasti locali, stimolando la produzione di collagene e migliorando l’elasticità e la consistenza della mucosa vaginale. Una mucosa più ricca di collagene è più resistente ai microtraumi e meno soggetta a irritazioni.
Rilascio di VEGF e angiogenesi. L’ozono promuove il rilascio di VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), una proteina che stimola la formazione di nuovi capillari e migliora la vascolarizzazione locale. Il risultato è un aumento della biodisponibilità di ossigeno nei tessuti e un recupero progressivo del trofismo della mucosa.
Miglioramento della lubrificazione. La mucosa vaginale rigenerata recupera gradualmente la capacità di produrre il film idratante naturale che si riduce con il calo estrogenico. Molte pazienti riferiscono un miglioramento della lubrificazione già dopo le prime settimane di trattamento.
Riduzione dell’infiammazione cronica. L’atrofia vaginale è spesso accompagnata da uno stato infiammatorio cronico della mucosa che amplifica il bruciore e la sensibilità. L’azione antinfiammatoria dell’ozono contribuisce a ridurre questa componente, migliorando il comfort quotidiano indipendentemente dall’attività sessuale.
Come si svolge il trattamento di ozonoterapia per la secchezza vaginale
Il trattamento dell’atrofia vaginale da menopausa prevede tipicamente una combinazione di insufflazione vaginale in ambulatorio e applicazione domiciliare di olio ozonizzato.
In ambulatorio: la miscela ozono-ossigeno viene somministrata per insufflazione vaginale, con una concentrazione calibrata in base alla severità dell’atrofia e alla sensibilità individuale della mucosa. La seduta dura tra i cinque e i dieci minuti e non è dolorosa — alcune pazienti con mucosa molto assottigliata possono avvertire una lieve sensazione di freschezza nelle prime sedute, che tende a scomparire con il ripristino del trofismo.

Nell’immagine vediamo l’attrezzatura utilizzata per l’insufflazione vaginale di ozono per il trattamento della secchezza vaginale post-menopausale, con lo strumento azzurro soffice che viene inserito nella vagina, collegato all’apparecchiatura che eroga l’ozono in continuo, a circuito chiuso, per tutto il tempo della seduta.
A domicilio: l’olio ozonizzato può essere applicato localmente, in associazione, tra le sedute, e mantiene un’azione rigenerativa continua sulla mucosa e sostituisce efficacemente i lubrificanti convenzionali nella gestione quotidiana della secchezza.
Il ciclo tipico prevede 8-10 sedute, con cadenza bisettimanale. I miglioramenti sulla secchezza e sul bruciore si apprezzano generalmente entro le prime 3-4 settimane. Il recupero completo del trofismo tissutale è un processo più graduale che si consolida nel corso dei mesi. Cicli di mantenimento periodici — in genere uno o due all’anno — prolungano i risultati nel tempo.
Confronto con altri trattamenti non ormonali
Oltre all’ozonoterapia, il panorama dei trattamenti non ormonali per l’atrofia vaginale include i lubrificanti e idratanti vaginali, il laser frazionato vaginale (CO₂ o YAG) e i dispositivi a radiofrequenza. Tutti agiscono con meccanismi rigenerativi simili — stimolazione del collagene, miglioramento del trofismo — e possono essere considerati alternative o complementi all’ozonoterapia a seconda del quadro clinico e delle preferenze della paziente.
Il vantaggio dell’ozonoterapia rispetto ai trattamenti energetici è l’assenza di qualsiasi componente termica sulla mucosa e la possibilità di associare in modo semplice l’uso domiciliare dell’olio ozonizzato per un effetto continuativo.
Sicurezza e controindicazioni
L’ozonoterapia vaginale per l’atrofia da menopausa è tra le indicazioni meglio tollerate. La mucosa atrofica è delicata, e per questo le concentrazioni utilizzate sono più conservative rispetto a quelle impiegate nelle infezioni. L’approccio graduale nelle prime sedute consente di adattare il protocollo alla sensibilità individuale.
Le controindicazioni generali si applicano anche in questo caso: gravidanza — non pertinente in questo contesto — favismo e lesioni vaginali attive sanguinanti. In presenza di sospette lesioni da valutare — atipie, spotting post-menopausale — è necessario completare l’iter diagnostico prima di iniziare il trattamento.
Domande frequenti
L’ozonoterapia vaginale può sostituire gli estrogeni locali?
Nelle donne che non possono o non vogliono usare estrogeni, l’ozonoterapia è una delle alternative non ormonali più efficaci per il recupero del trofismo vaginale. Non riproduce l’effetto degli estrogeni — che agiscono sul recettore ormonale — ma stimola la rigenerazione tissutale con un meccanismo diverso e complementare.
Quanto tempo ci vuole per sentire i benefici dell’ozono sulla secchezza vaginale?
I miglioramenti sulla secchezza e sul bruciore si avvertono generalmente dopo 3-4 settimane dall’inizio del ciclo. Il recupero del trofismo completo è più graduale e si consolida nei mesi successivi al termine del ciclo.
L’ozono vaginale si può fare in associazione con gli estrogeni locali?
Sì. L’ozonoterapia e gli estrogeni locali agiscono con meccanismi diversi e si integrano bene. In alcune pazienti l’associazione consente di ridurre il dosaggio di estrogeni mantenendo lo stesso beneficio clinico — ma questa è una valutazione che spetta al medico.
Quante volte all’anno va ripetuto il trattamento di ozonoterapia per la secchezza vaginale?
L’atrofia vaginale da menopausa è una condizione progressiva in assenza di estrogeni. Cicli di mantenimento periodici — generalmente uno o due all’anno — sono raccomandati per preservare i risultati nel tempo.
È doloroso l’ozono per l’atrofia vaginale?
No. La procedura non è dolorosa. Le pazienti con mucosa molto assottigliata possono avvertire una lieve sensazione di freschezza o pressione nelle prime sedute, che tende a ridursi progressivamente con il miglioramento del trofismo.
La visita preliminare
Prima di iniziare il trattamento è necessaria una visita medica che valuti il grado di atrofia, escluda lesioni da indagare e definisca il protocollo più adatto. In menopausa è buona norma che la visita includa anche una valutazione generale dello stato di salute ginecologica, aggiornata rispetto agli screening di routine.
I centri di Milano e Mestre offrono consulenze dedicate alla terapia della atrofia vaginale post-menopausa.
→ Torna alla guida completa: Ozonoterapia vaginale — tutte le indicazioni
Chi è il Dott. De Nardin?
Il Dott. Marco De Nardin è un Medico Chirurgo specializzato in Anestesia e Rianimazione e Terapia del dolore.
E’ direttore del portale sanitario www.med4.care
Ha svolto attività di anestesista presso diversi ospedali pubblici e privati.
Durante la pandemia di Covid-19, ha prestato il suo impegno a Milano, nei reparti di Terapia Intensiva.
Recentemente, ha approfondito la sindrome Long-Covid e acquisito competenze specifiche nell’ambito dell’ozonoterapia.
Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Miglior anestesista dell’anno” da parte di MioDottore.








